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Joh Pameijer, da "Dagblad Tubantia”, Enschede (Olanda), 1977

“(...) Sebaste non tradisce la sua origine: costruisce le sue forme in cartapesta che rompono la continuità dello spazio su fondi bianchi o colorati, spesso graffiati o solcati da linee curve e convesse. L’artista impasta le sue carte coi vinavil, le modella sulle superfici delle tele da lui trattate con sabbia e colla, costruendo parti materiche ora ondulate, ora graffiate, dando la sensazione di una visione binoculare delle immagini che consente al fruitore la percezione immediata e soggettiva delle forme...”